Come gestire al meglio i soldi in famiglia

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Riuscire a tenere sotto controllo le spese e a far quadrare il bilancio familiare con alcuni semplici accorgimenti.

I soldi non bastano mai: le spese da fronteggiare sono tantissime e i redditi sono spesso insufficienti a coprirle tutte. Si fa fatica ad arrivare alla fine del mese e questo lo sappiamo bene, ma esistono alcuni accorgimenti che aiutano molto a tenere sotto controllo le uscite ed anche a diminuirne l’entità.

Come vedrai, sono sistemi molto semplici da realizzare e che non costano fatica, semmai richiedono attenzione. I soldi infatti richiedono molta cura, quella che manca quando li spendiamo con distrazione, senza pensare a valutare bene le necessità e le eventuali alternative all’acquisto che stiamo compiendo. Non si tratta di rivoluzionare le proprie abitudini di vita e neppure di tagliare in maniera drastica le uscite, ma piuttosto di tenere sotto controllo il bilancio familiare, pianificando il flusso delle entrate ed ottimizzando quello delle uscite; possibilmente in maniera coordinata tra tutti i membri della famiglia, come un team dove anche i più piccoli partecipano attivamente.

In questo articolo vedremo proprio come gestire al meglio i soldi in famiglia: scoprirai che ci sono diversi modi utili ed efficaci per farlo e potrai scegliere quello più adatto a te e corrispondente alle tue esigenze.

Il bilancio familiare

Tenere un elenco costante e aggiornato delle entrate e delle uscite di tutta la famiglia, figli compresi, è fondamentale. La prima cosa da fare per riuscire a intervenire sulle spese eccessive è infatti misurarle. Questo ci consente di capire quante sono, ma bisogna ripartirle per voci e categorie anziché considerarle nel loro complesso.

Un buon bilancio familiare è analitico e aggiornato: non tralascia nulla e registra giorno per giorno tutte le spese, da quelle minute e quotidiane, come il bar o il carrello del supermercato, fino a quelle più consistenti e che ricorrono più raramente, come l’affitto della casa o l’Imu, l’assicurazione auto, le bollette di luce e gas.

L’importante è suddividerle per aree: la casa, i trasporti, i viaggi, l’abbigliamento, l’igiene della persona, la salute, le vacanze, l’istruzione, gli hobby. Sarai tu stesso a stabilire le principali categorie e a ripartirle in maniera più dettagliata: ad esempio, se usi prevalentemente l’auto per i tuoi spostamenti, avrai una voce specifica per i rifornimenti di carburante ed un’altra per la manutenzione del veicolo, mentre se adoperi i mezzi pubblici inserirai il costo dell’abbonamento ferroviario o al trasporto di linea urbana. Così come se mangi fuori casa inserirai una voce per ristoranti, bar, pizzerie e tavole calde.

In questo modo, scoprirai molte cose ed avrai parecchie sorprese: considerare il caffè della mattina o la colazione al bar giorno per giorno ha un impatto ben diverso che vederlo riepilogato come voce di spesa complessiva mensile. Potrai così calcolare la percentuale di incidenza sul totale delle spese, e constatare ad esempio che ogni mese spendi 150 euro per caffè, cornetti e cappuccini. Se ti accorgi che in proporzione pesano per oltre il 10%, saprai dove intervenire per ridurre le uscite.

Così come capire che la tua vecchia auto consuma molto carburante e richiede parecchie spese di riparazione potrebbe farti riflettere sull’opportunità di cambiarla o comunque di prevedere in anticipo i costi che saranno necessari, per evitare di trovarsi di fronte a emergenze impreviste con il portafoglio vuoto.

Ma è importante anche considerare le spese in rapporto alle entrate, e qui veniamo all’aspetto successivo del nostro bilancio familiare.

Dal lato delle entrate, dovrai inserire le voci che lo compongono: si tratterà dello stipendio o della pensione, oppure dei compensi professionali o dei ricavi della tua attività di impresa individuale, ma anche dei buoni pasto, dei dividendi azionari o delle cedole dei titoli che possiedi, dei canoni di affitto che percepisci dai tuoi inquilini. Anche qui, riflettendo un attimo, potrai capire quali sono le voci certe e stabili e quelle, invece, attese ma di più difficile previsione, e magari variabili durante il corso dell’anno.

Non dimenticare il conto in banca e le carte collegate, di credito o di debito, come Bancomat e Postamat: nel tuo bilancio dovrai sempre considerare anche tutte le operazioni fatte attraverso questi canali, anziché limitarti soltanto ad osservare le spese in contanti, che ti offrirebbero solo un quadro parziale della situazione. Non accontentarti della classificazione proposta dalla tua banca (alcune sono ottime, altre meno) e inserisci ogni voce nel tuo bilancio personalizzato per categorie, che riguarderanno ogni componente della famiglia, bambini compresi.

Perciò, non dimenticare di ripartire le spese in base al membro della famiglia che le compie: tua moglie, o tuo marito, per l’autovettura e i viaggi o per le spese voluttuarie, i tuoi figli per gli acquisti online su Amazon o altri negozi di e-commerce, la palestra e la discoteca. Ricorda che si tratta di un bilancio familiare, non individuale, dunque tutti sono “sotto controllo” nel senso che devono partecipare fornendo ciascuno le informazioni necessarie, altrimenti non si arriverà a una completa pianificazione e ci sarà qualcosa che sfugge, invalidando gli sforzi e compromettendo i risultati di ottimizzazione che la famiglia vuole raggiungere.

Controllare l’andamento delle spese

L’andamento si verifica su base mensile e da qui anche per periodi più lunghi, fino a coprire l’intero anno. Per ottenere questo risultato, dovrai inserire all’inizio di ogni mese nel tuo bilancio innanzitutto le spese fisse e periodiche che prevedi di sostenere, dall’affitto della casa o rata del mutuo al pagamento delle bollette o delle tasse, dallo stipendio della badante per i tuoi genitori, all’abbonamento alla palestra o alla scuola sportiva dei tuoi figli. Dopodiché ti accorgerai che l’inserimento delle spese quotidiane è solo un’integrazione, un’intelaiatura di una costruzione più grande.

Il vero bilancio, infatti, non è solo un consuntivo di spese fatte – che come hai visto è già molto utile – ma è preventivo e progressivo. Solo così ti aiuterà a valutare ed equilibrare, in un colpo d’occhio, le voci in ingresso con quelle in uscita. Se lo compili bene e con i criteri giusti, riuscirai a tenere sotto controllo ogni aspetto, anche quelli più lontani e meno prevedibili. Sapere in anticipo, ad esempio, che a giugno dovrai versare l’Imu e a novembre l’acconto Irpef ti aiuterà a preparare prima le mosse giuste per ammortizzare la spesa, accumulando le somme necessarie.

Se a questo aggiungi che avrai la situazione aggiornata delle spese varie compiute nel periodo, saprai che le spese indispensabili, di vitto, di abbigliamento e cura della persona e di manutenzione della casa, coprono un certo ammontare che non arriva al totale, e così ti rimane una somma che dovrai gestire oculatamente per far fronte a queste ulteriori esigenze, non immediate ma quasi altrettanto necessarie.

Così non navigherai più a vista basandoti sui soldi che in quel momento hai in tasca o sul conto corrente, ma potrai individuare degli obiettivi finanziari: sapendo quanto guadagni e quanto stai spendendo potrai programmare molto meglio i periodi successivi e intervenire dove occorre, ad esempio tagliando alcune uscite superflue o cercando occasioni di risparmio in aree dove le spese si fanno sentire in maniera maggiore anche se raramente, come l’assicurazione auto o gli abbonamenti a internet ed ai servizi televisivi o telefonici.

Per riuscire a fare questo ci sono anche alcuni metodi molto pratici che ti possono aiutare nel compito: grazie ad essi diventerà molto più agevole gestire il bilancio che hai impiantato e renderlo proficuo per la salute delle tue tasche.

Il metodo dei barattoli

Il metodo dei barattoli è un’usanza antica, quando ancora non esistevano i pagamenti digitali che rendono fin troppo semplice effettuare un pagamento, al punto che talvolta non ti accorgi nemmeno di aver speso così tanto, ad esempio per i saldi di fine stagione, fino a quando il mese successivo non ti arriva il pesante addebito del conto sulla tua carta di credito.

Funziona semplicemente suddividendo la somma delle entrate mensili per aree di spesa, a ciascuna delle quali corrisponde uno specifico barattolo dal quale si attingerà, fino al suo esaurimento e non oltre, in maniera da non intaccare le risorse destinate agli altri. Quando il barattolo ha esaurito le risorse assegnate, non si può spendere di più, perché per quel settore i soldi che hai deciso di stanziare sono finiti. Per questo è fondamentale riempirli con il criterio giusto: ognuno di essi sarà un “capitolo di spesa” che ti guiderà e ti condizionerà nel percorso, ma sarai tu a stabilire le risorse da assegnare.

Il primo barattolo è quello essenziale, dedicato alle spese fisse: cibo, affitto della casa, condominio, bollette luce, gas, telefono e internet, carburante per l’autovettura o trasporti e anche le tasse, perché non pagarle puntualmente significa aumentare il debito e correre rischi più grossi. Se stai redigendo il bilancio con le regole di base che ti abbiamo indicato, scoprirai che in questo barattolo dovrai inserire almeno il 50% delle somme; se hai un reddito basso probabilmente anche di più. Sono i soldi indispensabili, che ti servono per vivere.

Il secondo barattolo contiene i risparmi: arriva subito dopo il primo perché è fondamentale “pagare sé stessi” prima di spendere il proprio denaro per qualcosa di meno necessario che pensare al proprio futuro e a quello della propria famiglia. Una buona regola è quella di riuscire ad accantonare almeno il 10% delle proprie entrate mensili, anche nei periodi di magra e dunque a prescindere dall’entità. Così, anche se guadagni solo 800 euro al mese, dovrai importi di risparmiarne in partenza 80 e regolarti come se il tuo reddito fosse di 720 euro mensili.

Il segreto è che è facile farlo se si prende l’abitudine di risparmiare prima di spendere, e non quella consueta di arrivare a fine mese pensando di destinare al risparmio quello che è rimasto, cioè il più delle volte niente. Una volta acquisita la dimestichezza con il proprio bilancio familiare, grazie alle economie ottenute si riuscirà ad arrivare a un risparmio del 20% o anche del 30% degli ingressi mensili. Un ottimo risultato che pone le basi per investire queste somme messe al sicuro e far crescere il capitale.

Il terzo barattolo riguarda i divertimenti e gli svaghi: sorpreso? Non devi esserlo, perché una volta che sei riuscito a provvedere alle tue esigenze di vita ed a quelle dei tuoi familiari e a risparmiare, puoi permetterti il lusso di spendere questa porzione e concederti, assieme al tuo compagno o compagna ed alla tua famiglia, le piccole grandi gioie della vita: una cena in un buon ristorante, un trattamento in un centro benessere, una vacanza, una gita o un’uscita in discoteca, cinema, teatro, concerti, un accessorio di abbigliamento di lusso, tutto questo a seconda dei gusti e desideri tuoi e dei tuoi cari.

Il lato spiacevole della medaglia è che la disciplina consiglia di inserire in questo barattolo solo il 10% delle tue entrate: un autolimite che ti porrai, deciso a non superarlo, ma all’interno del quale potrai sbizzarrirti come preferisci. E magari questo vincolo potrà costituire un incentivo per aiutarti a guadagnare di più trovando nuove fonti di reddito alternative, alle quali forse non avevi ancora pensato.

Rimane ancora una grossa fetta da destinare, circa il 20 o il 30% a seconda delle proporzioni stabilite per i barattoli precedenti. Per impiegare queste somme potrai prevedere ulteriori barattoli in base alle tue esigenze: se sei un giovane studente, potresti investire in un barattolo dedicato alla tua formazione professionale e se sei un genitore diventa indispensabile pensare per tempo alle spese necessarie per l’istruzione dei tuoi figli. Accantonare almeno il 10% mensile per questi scopi è lungimirante, e investendoli in un conto deposito o in un fondo monetario avrai a disposizione la somma complessiva nel momento in cui ti servirà.

L’importante è evitare di inserire in questo barattolo aggiuntivo e dall’etichetta variabile in base alle tue esigenze importanti, le spese superflue. Se sei un capofamiglia saggio, metti in questo barattolo anche una quota di riserva da utilizzare in caso di imprevisti: le cure del dentista, la riparazione dell’autovettura rotta, lavori in casa. Potrai programmare meglio ogni evenienza se la prevedi in anticipo.  Se poi avrai la fortuna di non dover sostenere nessuna di queste spese urgenti, conserva il barattolo pieno e da quel momento in poi fai affluire questa quota negli altri comparti; avrai maggiori risorse a disposizione per il risparmio e i divertimenti.

Rimane ancora l’ultimo barattolo per il residuo: qui – e solo se avanza ancora qualcosa – ci saranno tutte le spese non necessarie, non importanti e non urgenti, che ti potrai permettere solo dopo che avrai pensato alle “cose serie” di cui ci siamo occupati nei punti precedenti. Dalle sigarette ai superalcolici ai prodotti frivoli o “alla moda” dei quali, se ci pensi bene, non hai nessun bisogno: sono inutili e talvolta anche dannosi. Una volta acquisita dimestichezza con il metodo dei barattoli, ti accorgerai che quest’ultimo rimarrà vuoto, e a quel punto capirai di aver vinto la sfida.

Se hai difficoltà a individuare il contenuto di questi barattoli, per aiutarti a riempirli bene e nelle proporzioni più giuste per te e per la tua famiglia c’è un valido metodo: il Kakebo.

Il Kakebo

È un metodo molto diffuso in Giappone per risparmiare e controllare le spese senza stress, intervenendo dove è necessario. I giapponesi sono un popolo ordinato e disciplinato e hanno inventato questo sistema – la parola vuol dire “libro dei conti di casa” – per annotare tutte le spese e gestirle con un semplice quaderno (anche se oggi ci sono app che aiutano nel compito, ma come vedrai non sono indispensabili).

Il segreto del sistema è la suddivisione delle uscite in quattro basilari categorie: la prima riguarda le spese di prima necessità  e comprende un’ampia serie di voci (acquisti al supermercato, prodotti per la pulizia della casa, medicinali, trasporti, ricariche del cellulare, ecc): come vedi, si tratta di una categoria “trasversale”rispetto a quelle classiche, perché raggruppa le spese per la funzione che hanno e non per l’etichetta descrittiva.

Sarai tu stesso a individuare queste spese indispensabili, come i pannolini e il latte se hai bambini piccoli o l’assegno di mantenimento dell’ex coniuge o la retta della casa di riposo per il genitore anziano. Inutile dire che questo metodo ti aiuterà molto se decidi di riempire i tuoi barattoli nel modo che abbiamo descritto: a questa prima categoria di spese di prima necessità corrisponde, infatti, il primo barattolo della serie, quello dei pagamenti da effettuare sempre e comunque.

La seconda categoria comprende gli optional, considerando come tali l’abbigliamento e gli accessori, i prodotti cosmetici e i regali, come quelli per festività e compleanni. È una categoria più variabile e flessibile, e qui ti interrogherai sul suo contenuto: un vestito firmato, un orologio di marca, una crema costosa, un regalo di rappresentanza. La terza riguarda la cultura e il tempo libero: qui andranno le spese per libri, giornali, musica, film al cinema o in streaming, spettacoli, ristoranti, pizzerie, bar e dolci in pasticceria. Sono prevalentemente le spese per il benessere tuo e dei tuoi cari, non solo da un punto di vista materiale, e sono importanti da considerare.

L’ultima categoria riguarda le spese extra e gli imprevisti: un calderone di riserva da non sottovalutare, perché comprende un’ampia serie di uscite possibili, tra cui le spese mediche, l’acquisto di mobili ed elettrodomestici o di utensili per la cucina, come una nuova batteria di pentole, e anche i viaggi di piacere, come una crociera o un soggiorno in un villaggio vacanze. Il Kakebo ti aiuta a prevederle e a monitorarle e così ad accantonare il necessario e evitare o almeno ridurre il superfluo.

Infatti qui si rivela il punto di forza del Kakebo, che è la ripartizione del budget: a inizio mese dovranno essere impostate tutte le entrate fisse su cui fare affidamento e raffrontarle con le spese fisse (anche non mensili, come il bollo auto, l’Imu, ecc.). Da ciò sorge la previsione di obiettivi precisi: quanto vuoi e puoi risparmiare, e come puoi riuscirci? Come suddividere le spese nel modo più efficace tra le varie esigenze di tutti i componenti della famiglia e tenendo conto dei desideri e delle aspettative di ciascuno?

Per farlo, avrai un ottimo punto di partenza a cui ancorarti: la differenza tra le entrate e le uscite fisse ti darà la quota variabile su cui potrai intervenire con le tue decisioni, in modo da prestabilire quanto destinare al risparmio e quanto invece spendere nei vari settori. Cifre alla mano, potrai anche convocare il “parlamento di famiglia” per decidere tutti insieme come è meglio fare. L’aggiornamento quotidiano delle spese ti aiuterà a capire come stanno andando le cose, e potrai effettuare gli aggiustamenti opportuni con tempestività, durante il mese stesso; a fine mese, avrai il totale delle spese effettuate per ogni categoria e capirai dove ci sono stati sprechi o uscite che non erano necessarie.

Trucchi pratici per spendere meno

Se hai impostato il tuo bilancio familiare con i criteri che ti abbiamo spiegato, questi trucchi pratici ti serviranno come affinamento e ti faranno risparmiare anche parecchio, evitando spese avventate. Quante volte sei entrato in qualche negozio o al supermercato uscendo poi con cose acquistate alle quali all’inizio non avevi neanche pensato?

Se ti è capitato – succede a tutti e il marketing funziona proprio facendoti venire questi desideri e proponendoti acquisti facili e rapidi – usa la regola dei 10 secondi: ogni volta che sei davanti a un prodotto che non avevi previsto di comprare, fermati a pensare, giusto per 10 secondi, perché stai per prenderlo. Se non trovi una risposta valida, non comprarlo. Eviterai di fare acquisti d’impulso e sull’onda dell’euforia istintiva.

C’è anche un’altro metodo, altrettanto semplice ma che richiede più impegno: è la regola dei 30 giorni, utile specialmente per gli acquisti più impegnativi. Quando non sai esattamente se la cosa che ti interessa o ti stuzzica ti sarà davvero utile e con il buon senso pensi che forse non è necessaria, ma intanto ti attrae e non vorresti perdere l’occasione che in quel momento hai davanti, fermati e prendine nota. Ora metti in un cassetto il foglio o il depliant (o conserva la foto dell’oggetto sul tuo cellulare) e aspetta pazientemente per un mese esatto, senza ripensamenti. Alla scadenza, riprendi in mano l’appunto, riconsidera la proposta e chiediti se quel prodotto ha ancora valore per te. Spesso, ti accorgerai che la voglia è passata, o si è spostata su altri prodotti migliori e su alternative più convenienti che potresti aver trovato nel frattempo.

tratto da: https://www.laleggepertutti.it/368915_come-gestire-al-meglio-i-soldi-in-famiglia

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